Alex Britti: la mia musica girovaga

La mia musica girovaga

Alex Britti, poco prima dell’inizio del nuovo tour acustico, ci racconta i suoi viaggi e i suoi sogni. Una sola avvertenza: mai prendere l’aereo

Nascosta tra le parole delle tue canzoni pare ci sia sempre una certa voglia di andare. Ad esempio, nel tuo nuovo singolo, "Milano", canti "andare via perché altrove c’è qualcuno che ci aspetta". Come vivi nella quotidianità questa voglia di viaggiare?

La vivo benissimo e per questo viaggio molto. Devo dire che adesso giro quasi esclusivamente in auto. Da ragazzo invece mi muovevo molto in treno… ricchi Interrail! Dell’aereo, invece, ho paura, pur avendolo preso tantissime volte in passato; nel ’91 però ho smesso.

Come concili questa tua paura con il tuo lavoro che in realtà richiede veloci e frequenti spostamenti?

Beh, io non considero questa cosa un problema perché io lavoro per lo più in Italia. Per contratto non vado all’estero, al massimo arrivo in Francia, Svizzera ed Austria. Ma mi piace tantissimo montare in macchina e andare via. Non volando ti puoi permettere di fare un viaggio a tappe. Ci metti di più, è vero, ma il tempo del viaggio non è un tempo morto o perso. Inoltre ho una passione per l’enogastronomia, quindi sono sempre alla ricerca di ristoranti, posti per mangiare o semplicemente dove fare la spesa, comprare vino, salumi e formaggi. Ecco perché preferisco potermi fermare quando sono in viaggio. Ti faccio un esempio: per me Roma-Milano non significa Fiumicino-Malpensa, ma significa potermi fermare in Valdichiana a mangiare la carne, in Emilia a trovare degli amici e mangiare i tortellini e la coppa piacentina.

C’è un legame tra le tue canzoni e i viaggi che ti è capitato di fare?

Uno stretto legame, direi. Mi capita spesso di scrivere mentre sono in giro. La maggior parte delle mie canzoni le ho scritte in albergo o addirittura in macchina. Ho sempre con me un piccolo registratore dove prendere appunti, che poi si trasformano in canzoni. E adoro scrivere in treno, magari quando prendo il notturno per andare a Parigi da Milano. Si attraversano i paesini della Francia ed è bellissimo scrivere o suonare con le luci basse. Sono momenti molto romantici.

Se dovessi scrivere una canzone pensando a un viaggio, un posto, un incontro, dove volerebbe la tua immaginazione?

Nei miei sogni ad occhi aperti c’è sempre qualcosa che sa di Messico. Non ci sono mai stato, ma lo conosco attraverso filmati, documentari. È un posto che mi ispira tantissimo, per la sua storia, la sua lingua. Anche lì, poi, c’è il cibo, il vino, si mangia e si beve, si suona e si sta allegri. E c’è anche il mare; sarebbe il posto ideale per me.

Come scoprirlo con questa paura dell’aereo?

Giusto! Me ne vado in Sicilia.

Il viaggio che sognavi di fare da piccolo?

Non c’è un posto in particolare. A me piace girare. Sono stato fortunato e l’ho fatto davvero tanto suonando: l’Olanda, Parigi, Londra, Anversa e il Belgio, Dortmund e la Germania.

Quali sono le sensazioni che vive un musicista girovago?

Sensazioni stupende… andare in giro e suonare. Per un musicista è importante portare la sua musica in giro.

Una passione per il blues. Vale anche per New Orleans e le sue atmosfere?

Non le conosco perché non ci sono mai stato. E non sono convinto che da quelle parti si trovi il vero blues. Ho paura che sia più che altro una cosa per turisti. Il blues vero non c’è più, o meglio si è trasformato, non è lo stesso di qualche tempo fa. C’è il rischio che il blues di New Orleans sia come gli stornelli di Trastevere a Roma nei ristoranti frequentati dai tedeschi e dagli americani. Non voglio dire che sia finto, però…

Il blues c’era negli anni ’40 e ’50, anche ’60. Oggi ci sono sicuramente delle realtà, ma mi sembrano più che altro nostalgiche. I giovani americani oggi ascoltano il rap, l’hip hop e il blues sta dentro ciò che fa Justin Timberlake, non è più quello di Muddy Waters.

Hai un rapporto particolare con la chitarra. Ti accompagna sempre. Chi potrebbe essere invece il tuo compagno di viaggio ideale?

Credo un amico o un’amica. Dipende anche da l viaggio. Un amico va bene per un viaggio avventuroso, l’amica è meglio per un po’ di relax.

E la compagnia migliore per un tour?

La mia band.

Nessun collega?

Certo, ho avuto voglia di farlo e l’ho fatto con Bennato. Siamo amici e siamo stati in giro insieme per un anno.

Ora ti aspetta un nuovo tour in giro per l’Italia. Il primo acustico della tua carriera. Sei pronto?

Prontissimo per la partenza. È già tutto in macchina.

IL TOUR

Si parte da Genova l’8 marzo per 17 tappe ricche di musica. La stessa di MTV Unplugged: Alex Britti, uno speciale Cd+Dvd acustico registrato dal vivo negli studi MTV di Milano.

10 marzo a Bologna
12 marzo a Cesena
14 marzo a Roma
17 marzo a Napoli
19 marzo a Martina Franca (TA)
26 marzo a Firenze
28 marzo a Milano
30 marzo a Torino
1° aprile a Conegliano Veneto (TV)
7 aprile a Sulmona (AQ)
9 aprile a Pescara
12 aprile a Brindisi
14 aprile a Catania
16 aprile a Palermo
19 aprile a Verona
21 aprile a Mantova

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Intervista a cura di Francesco Cafaro

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