Irene Grandi: un altro viaggio sotto l'albero
Irene Grandi si lascia cullare dalle atmosfere del suo disco natalizio ma il regalo più bello sarebbe un biglietto per l’Africa
Un tuo nuovo CD sotto l’albero di Natale. Come è nata l’idea?
È nata dalla voglia di avere un tema speciale per un disco, dalla voglia di ricevere e fare un regalo per questo periodo dell’anno. Dopo tanti anni che canto la mia vita, i miei viaggi e i miei amori mi piaceva trovare un tema che fosse un po’ di tutti. Mi sono avvicinata un po’ per caso all’idea del Natale e mi si è accesa una lampadina. Il Natale è qualcosa che contagia tutti, nel bene e nel male, proprio un argomento da cantare. E poi nessuna cantante italiana ha mai fatto un disco di natale. Quindi è stata anche una novità.
I viaggi e i tuoi dischi, da In vacanza da una vita a Prima di partire. Che significa viaggiare per Irene Grandi?
Adoro viaggiare. Sono un sagittario, un cavallo matto, quindi ho bisogno di continuo movimento. Nella mia vita l’idea della staticità non esiste. Un viaggio può essere fisico e può essere mentale. Aldilà delle tecnologie che ci sono oggi, che ci permettono di essere in contatto con il mondo, il viaggio, anche inteso come spostamento della persona, è ancora una cosa che va vissuta in modo personale. Non si può fare tutto via internet. Credo che il viaggio sia il modo migliore per conoscere il mondo. Mi piace organizzarlo solo in parte, la partenza e il ritorno, e poi in mezzo mi piace viverlo all’avventura e riempirlo solo con quello che offre il paese che vado a vedere. In questo modo riesco ad avvicinarmi alla cultura locale cercando anche di adattarmi al luogo che visito.
Ma un viaggio ha mai rappresentato per te un’idea per una canzone?
Certamente sì… lo scorrazzare con la macchina che raccontavo in “In vacanza da una vita” o in “Bambine cattive”. Penso anche a “Prima di partire per un lungo viaggio” che è sicuramente una canzone da viaggio anche se poi parla di un percorso più interiore. Anche queste canzoni per Natale sono perfette per l’atmosfera di questo periodo.
Il viaggio che conservi indelebile nella memoria?
Quello che ricordo con più piacere è uno di quelli umanitari che ho fatto nel 2006 con “Un cuore si scioglie”, un progetto di adozione a distanza. Sono andata in Burkina Faso per visitare quei posti che, attraverso le donazioni e l’impegno degli Italiani, sono stati creati per i bambini africani. Il viaggio si è concluso con un bellissimo concerto con un artista locale. Si è creato un legame tra due popoli che hanno voglia di collaborare e di creare un futuro comune. Anche la musica è servita in questo caso per raccontare questo legame e questa amicizia tra Italia e Burkina Faso. È stato un viaggio importante, commovente, emozionante. Veramente un viaggio vissuto.
E l’ultimo che hai fatto?
L’ultimo viaggio che ho fatto è stato proprio con CTS a New York. Se devo scegliere una meta metropolitana New York è la mia preferita. Per l’innovazione, la musica, gli spettacoli. E poi c’è stata questa bella ondata di rinnovamento grazie all’elezione di Obama.
Qual è il viaggio che vorresti trovare sotto il tuo albero?
A dire la verità mi piacerebbe proprio tornare in Africa. Sono un po’ fissata con il Continente Nero. È vero quel che si dice sul soffrire di mal d’Africa: ti ritorna sempre in mente, hai sempre voglia di tornarci. C’è questa forza che ti trasmette l’Africa, questo coraggio di vivere che ha la gente, questa grande umanità che tutti mostrano nella povertà. Si trovano persone che riescono a star serene nelle difficoltà e ridere di poco. È una cosa che dovremmo riscoprire anche noi in Occidente, questa capacità di divertirsi e di ridere con un tamburo, per una faccia nuova, per uno scambio di regali. In Africa ci sono ancora certi segni di amicizia e di umanità, di valori che dovremmo ritrovare anche noi. E poi ci sono queste atmosfere, questi colori, il seppiato del cielo e la terra rossa, questo calore dell’aria. Ti viene voglia di ritrovare il contatto con la terra, con la natura; levarsi le scarpe e sentirsi tutt’uno con il mondo. In Africa sembra di ritornare alle origini e ritrovare certi valori un po’ scomparsi. Proprio per questo mi piacerebbe tornarci.
La tua personale colonna sonora per viaggiare?
Mi porterei dietro l’ultimo disco di Alanis Morrisette, una cantante che mi piace moltissimo, e l’ultimo dei Coldplay che mi hanno conquistato con i loro dischi. Li ascolto spessissimo e mi fanno sempre venire voglia di applaudire.
La prima cosa che metti in valigia prima di partire?
Dipende un po’ da dove vado, ma metto sempre un paio di scarpe comode e uno di scarpe eleganti. Da una parte voglio stare comoda perché il viaggio è avventura, esplorazione e anche un po’ stancarsi per arrivare a conoscere veramente un posto. Però mi porto anche le scarpe carine, da signorina, perché bisogna ricordarsi che siamo donne, che siamo italiane e abbiamo un certo stile.
Quella che lasci in albergo al tuo ritorno?
Di solito dimentico il telefonino. Per me è un oggetto utilissimo che però mi stressa un po’. Lo perdo spesso; pensa che ieri sono riuscita a farlo scivolare nella vasca da bagno. È l’oggetto con cui ho più un rapporto di amore e odio. Invece adoro il computer; ho perso anche quello ma una volta sola.
Il tuo prossimo viaggio musicale che direzione prende?
Devo ancora viaggiare un po’ per capire che direzione prendere. Non mi voglio mettere fretta per il prossimo lavoro di inediti. Voglio farlo con cura perché è un progetto ricco di idee e di canzoni, un progetto abbastanza completo. Mi voglio dare il tempo giusto, cercare un argomento interessante di cui parlare. Mi piacerebbe anche contaminarlo un po’ attraverso i viaggi, che in questi anni di lavoro intenso ho un po’ messo da parte. Ho bisogno di ricaricarmi e di prendere ispirazione dai momenti di viaggio. In treno e in aereo possono nascere le ispirazioni più interessanti.
Ci lasci il tuo augurio per i nostri lettori?
Per tutti il mio augurio cantato di viaggiare insieme sulle onde della musica e dell’entusiasmo, per un cambiamento che aspettiamo perché siamo in continua evoluzione, sempre alla ricerca di nuovi orizzonti e per un mondo che vogliamo credere che cambierà in meglio.
IL DISCO
Eclettica, raffinata e innovativa: Irene Grandi è la prima cantante italiana ad incidere un disco di classici di Natale. «Puoi amarlo per le prime nevicate… perché ritrovi le persone care… perché stimola la riflessione. Puoi detestarlo per la confusione… la scalmanata corsa ai regali… la frenesia che non ti permette di riflettere. Probabilmente lo amiamo e lo detestiamo in egual misura, secondo lo stato d’animo del momento. Comunque, Natale è il periodo più magico dell’anno. Questo disco è la mia colonna sonora per le feste natalizie: ho voluto interpretare classici celeberrimi assieme a canzoni italiane più inusuali ma altrettanto belle e cariche di magia».
Canzoni per Natale è un progetto internazionale nel quale classici come “Happy Christmas” e “Silent Night” convivono con titoli italiani che spaziano da “Buon Natale a tutto il mondo” di Domenico Modugno a “Canzone per Natale” di Morgan. Un album di 12 canzoni, alcune composizioni musicali inedite e frasi tratte da poesie: la colonna sonora ideale per le festività natalizie.
Intervista a cura di Francesco Cafaro

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