Marco Carta e Arisa: che viaggio ragazzi!

Non hanno bisogno di presentazioni. Sono il principe e la principessa, vista la giovane età, della musica italiana. Dopo la vittoria al Festival di Sanremo, Marco Carta e Arisa non vogliono smettere di sognare con la loro musica e sono pronti per tante e nuove partenze.


 

 

 



 

 

 

 

 

La forza mia” e “Sincerità”: i due dischi dei vincitori di Sanremo, sezione big e nuove proposte. Le undici canzoni di Marco sono un unico canto d’amore, tra gioie e malinconie. La “forza” è quella dei fan
e degli amici che lo hanno sempre supportato, durante i mesi del programma Amici di Maria De Filippi così come sul palco dell’Ariston. “Lo dedico a tutte le persone che mi hanno permesso di vivere questo anno fantastico”. Ironia e positività sono invece il fil rouge che unisce le dieci tracce dell’album di Arisa. Nelle sue canzoni c’è un lieto fine per tutti, per le donne abbandonate e le persone troppo timide. “Ogni essere umano è l’artefice del proprio destino. Le avversità possono ferirci, ma non devono abbatterci: anche la vicenda più triste può essere vissuta come uno stimolo per ripartire alla ricerca di una nuova gioia”.


Sanremo. Che emozione è stata per voi?
M: A Sanremo ero terrorizzato. Mi sono trovato in mezzo a tantissimi grandi artisti della musica italiana. Alla fine, però, non posso che essere entusiasta di questo meraviglioso viaggio. Anche se non dimentico un altro viaggio importantissimo per me, quello di Amici. Queste due esperienze mi hanno dato tantissimo.
A: Fortissima. Se solo ripenso a quando sono entrata in sala stampa, la sala stampa del concorso musicale più importante d’Italia. Tutti gridavano il mio nome… Arisa Arisa. Forse vuol dire che, anche sbagliando, non ho sbagliato.

Cosa significa viaggiare per te?
M: In realtà non mi è capitato di viaggiare moltissimo finora. Vivere in Sardegna è già come essere dentro un viaggio bellissimo. Ultimamente mi sono spostato tantissimo in Italia per lavoro e di ogni città in cui sono stato ho rubato scorci e attimi.
A: Mmm.. viaggiare. So che è fantascienza ma a me piacerebbe tantissimo poter eliminare le distanze. La cosa che mi piace di più fare quando viaggio è osservare le cose, soprattutto quelle antiche. E mi piace immaginare di tornare inditetro nel tempo anche io e vivere certe situazioni. Non mi piace che mi spieghino le cose; preferisco immaginarle da sola.

Il viaggio fatto apposta per te?
M: Ho tantissimi ricordi fantastici delle estate al mare con la famiglia e con gli amici. La prima volta che ho preso una casa in affitto con un gruppo di ragazzi. Bellissimo. Avevo 17 anni.
A: Ora come ora mi piacerebbe un viaggio benessere. Farmi riempire di fango e farmi massaggiare dalla testa ai piedi.

C’è un posto, un paese o viaggio di cui ti piacerebbe raccontare in una tua canzone?
M: Sarebbe molto bello poter raccontare di un viaggio in Francia. A Parigi. Però penso anche che mi piacerebbe raccontare Barcellona. Mi piacciono i posti con il sole, dove la gente è calda, caliente. Adoro i
paesi latini, insomma. Sto per iniziare a lavorare alla versione del mio disco per il mercato latino americano; spero vada bene e che ci sia la possibilità di fare un bel tour.
A: Mi piacerebbe molto parlare della mentalità dei miei concittadini, degli abitanti di Pignola, il paese in provincia di Potenza da cui vengo. Soprattutto dopo questa mia felicissima esperienza mi piacerebbe raccontare di loro. Prometto che prima o poi lo farò e chissà che non ci faremo tutti un sacco di risate. Viaggiare e fare incontri.

Quale il più bello/importante della tua vita?
M: L’incontro più importante, davvero speciale, l’ho fatto tornando da Roma a Cagliari dopo la vittoria di Amici. In Sardegna mi aspettavano i ragazzi della Warner Music per farmi firmare il mio primo contratto discografico. È stata una sorpresa fantastica e sicuramente l’incontro che mi ha cambiato la vita.
A: Non saprei. Ma di certo sono molto grata a tutte le persone che hanno lavorato e fatto in modo che oggi risultassi tanto popolare.

Con chi partiresti immediatamente senza pensarci due volte?
M: Tutti i miei amici. Di sicuro è importante partire con la persona giusta. A me è capitato di vivere una vacanza disastrosa a Monaco di Baviera. Forse non era proprio la persona giusta.
A: Senza dubbio con le mie sorelle. Le adoro.

Con chi ti piacerebbe scambiare la tua valigia?
M: Con nessuno al mondo, forse. Per quanto riguarda i vestiti credo di avere molta personalità e gusto, per cui mi tengo la mia valigia. Musicalmente mi piacerebbe dare un’occhiata al contenuto di quella di Michael Bolton.
A: Vorrei la valigia di Lelio Luttazzi. Bella piena di esperienza. Vorrei provare quello che ha provato lui,
nel bene e nel male. E poi c’è sicuramente quella di Mina e di chi ha avuto la fortuna di vivere certi anni,
l’esperienza di Studio 1 e di tutti quei bellissimi programmi del passato.

Non potresti mai partire senza…?
M: Porto sempre con me una foto di mia madre e una del mio cane. Le custodisco entrambe gelosamente. E un sasso che mi ha regalato mia madre che non c’è più, ma a cui sono
sempre legato.
A: Guai a dimenticare i trucchi. Soprattutto la cipria sbiancante.

Progetti per la il prossimo viaggio artistico?
M: Beh, il mio disco è appena uscito e della versione in spagnolo ti ho già detto. Faremo uscire un cd con dvd tratto dal tour. Spero sia davvero divertente.
A: Per ora mi godo questo bel momento. Con la speranza che la gente e il pubblico apprezzino la mia musica e le mie canzoni più che il personaggio. Secondo voi ci sono o ci faccio?

Intervista a cura di Francesco Cafaro

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