Intervista ad Arianna Ciampoli
Arianna Ciampoli è una giovane conduttrice televisiva che ha già alle spalle 14 anni di piccolo schermo. Gli inizi la vedono impegnata nel programma TV Donnasu TMC (l’attuale La7).
Poi il Tappeto Volante con Luciano Rispoli e la svolta verso il mondo televisivo dei più giovani con Sorrisi e cartoni. Nel 1994 il passaggio alla Rai dove le viene affidato per due anni la conduzione de La Banda dello Zecchino. Al 1999 risale invece l’esperienza del fortunatissimo Solletico, seguita da quella di Solletico Story. Oggi Arianna è ancora impegnata in Rai con La Vita in Diretta, ma – come dice lei stessa – si è buttata con tutto il cuore nel progetto di 1 per 1, un nuovo talk show con i ragazzi in onda sull’emittente Sat2000. Il suo viaggio nel cassetto è in India, ma quando cerca un po’ di pace torna nella sua amata Pescara.
Il tuo lavoro – pensiamo a Solletico, ma anche a 1 per 1, la trasmissione che conduci attualmente su Sat2000 – ti fa stare spesso in mezzo ai giovani. Che effetto ti fa passare così tanto tempo tra loro€
Da sempre mi trovo bene con i ragazzi e con i più vecchietti. Ho dei problemi seri con la fascia intermedia invece. Ho iniziato con la TV dei grandi, TV Donna e il Tappeto Volante (in onda su TMC, n.d.r.) e poi sono passata, un po’ per la faccia un po’ per le fossette, alla TV dei ragazzi. Ho un bel rapporto con loro, molto diretto. Mi ci trovo davvero bene. 1 per 1, ad esempio, è un’avventura, un viaggio che ho intrapreso in un momento in cui non avrei mai pensato di farlo. Avevo avuto da poco la mia piccola Angelica e avevo un altro lavoro, ma mi ci sono buttata con il cuore. Secondo me, quella dei ragazzi è una fascia un po’ dimenticata dalla TV italiana. Ed è assurdo perché un paese che non si preoccupa di quello che sarà il suo
futuro non ha proprio futuro. Oggi i giovani o vengono “usati” dalla TV o addirittura non vengono considerati. Ogni puntata della mia trasmissione è uno scambio e una rivelazione. Dietro ogni ragazzo c’è un mondo. Comunque quello che sperimento più spesso con i ragazzi è che, se dai loro degli input, sono pronti a raccoglierli e non far cadere tutto così. Quindi non è vero che le nuove generazioni non hanno nulla da dire, non è vero che sono indifferenti, apatici, che non si ribellano, che non sperano. Noi vorremmo demolire tutti questi luoghi comuni e costruire una nuova figura di giovani che corrisponda più al vero.
Questa era l’Arianna presentatrice. E la viaggiatrice€
Mmm… una premessa. Io sono la pigrizia fatta persona. Eppure ho viaggiato tantissimo, soprattutto per lavoro. Roma, Bologna, Milano, Napoli e poi, facendo La Vita in Diretta, ho girato un po’ tutta l’Italia. Quindi per me il viaggio è principalmente lavoro. Ma se ci penso così…per me il viaggio è in macchina. Direi che l’auto è proprio un mio luogo. Ci ho passato veramente tanto tempo e quando vai via dalla tua
città che sei piccola e cambi tantissime case – in questi ultimi quattordici anni saranno state circa trenta – la macchina diventa un po’ untuo luogo. Io, ad esempio, quando mi sento un po’ storta prendo la macchina e vado. Poi ci sono altri motivi per viaggiare. Tipo, io l’ho fatto anche per disperazione. Ho viaggiato con una mia amica per disperazione profonda, come Thelma e Louise, due disperate. È successo sette anni fa; siamo andate Irlanda. Eravamo immerse tra Ligabue e gli U2. Mi ricordo che abbiamo gridato a squarciagola alle cascate Cliffs of Moher. Abbiamo urlato la nostra disperazione. Ho delle fotografie di me e lei che gridiamo e se stai attento puoi sentire anche il sonoro. Ora mi piacerebbe tornare in quei posti, ma senza disperazione. Sai, eravamo state lasciate dai nostri ragazzi, ma siamo riuscite a viverci comunque l’emozione bellissima del viaggio. Per esempio siamo arrivate a Mizen Head, al sud, accolte da una luna nascente che
non dimenticherò mai. Ci sono anche le vacanze catastrofiche. Ce n’è una in barca a vela, la peggiore della mia vita. Sarebbe dovuta essere la più bella, tra cielo e mare, e invece è stata una tragedia con mare forza 8 ed io del tutto impedita. Pensa che c’ho messo venti giorni per imparare a mettere i parabordi.
Auto e barca. E l’ultimo aereo che hai preso€
Io ho preso una quantità industriale di aerei per andare da sotto a sopra e viceversa per La Vita in Diretta. L’ultimo l’ho preso a marzo scorso che avevo un pancione grande come l’aereo.
E l’ultimo volo che non avesse a che fare con il lavoro€
In Messico tre anni fa. Accompagnavo gente che lavorava. Quindi ritmi da lavoro, ma senza nulla da fare. Una vacanza bellissima. Anche in Messico vorrei tornare. Beh, in realtà vorrei tornare in tutti i posti dove sono stata.
La foto più bella che hai di un viaggio€
Sono due. Preciso che ho sempre la macchinetta con me quando viaggio. Mio nonno era un fotografo e io sono molto appassionata di fotografia. Mi piacciono soprattutto i primissimi piani. Io taglio sempre fronti e menti. Allora.. una foto è di questa signora messicana che ha al collo tantissime chiavi di diverse dimensioni. Chissà cosa potevano aprire. L’altra, che è stata anche utilizzata per la locandina di uno spettacolo teatrale, il Caligola, - per me è stato un onore - l’ho scattata in Portogallo. Si vedono delle ombre di bambini su alcune dune che stanno per lanciarsi e scivolare. Dovresti vedere i colori del cielo al tramonto, le dune e questi bambini… è bellissima.
Cosa non deve mai mancare nella tua valigia e cosa ti capita di scordare più spesso€
Sicuramente non deve mai mancare la macchina fotografica. E poi una matita e dei fogli. Ogni tanto disegno, ogni tanto prendo appunti. Una cosa che scordo spesso€ I documenti.
Difficile viaggiare senza documenti.
Pensa che sono andata in Croazia in auto, un viaggio per portare un po’ di cose a gente che si trovava nei campi profughi durante il periodo della guerra, mi parte nel ’94, e io mi sono accorta poco prima di partire di non avere la carta d’identità. Ho fatto la denuncia, ma ovunque ci fermassero mi dicevano che quei
documenti non andavano bene. Ho tenuto sulle spine le due persone che erano con me. Ah, quando sono tornata a casa ho ritrovato la carta d’identità. Un’altra volta, invece, dovevo andare a New York e tre giorni prima ho realizzato di non avere il passaporto. Ho fatto tutto di corsa e sono riuscita a partire per miracolo.
Immaginiamo un mappamondo che gira e che puoi fermare con un dito. Dove sei finita€
In Giappone. Ci vuole tantissimo andare il mio compagno e così il suo desiderio sta diventando anche il mio. Ma penso anche all’India che è un posto che mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo. Ora non ho la forza di andarci però è uno di quei viaggi che aspetto di fare. Prima o poi succederà.
A quale personaggio dello spettacolo diresti subito di sì per partirci insieme€
Nessuno€ Con chi posso andare in viaggio€ Battiato, e sicuramente Fiorello.
La tua città natale… Pescara. Ci inviti a fare un giro per le sue strade€
Pescara.. ridente cittadina dell’Adriatico. Non offre tantissimo ma è una città misteriosa. C’è un alone di fascino intorno a Pescara. È un posto magnetico da cui la gente, anche quelli come me che non ci vivono più, non riesce a staccarsi. Chi ci va ci torna, chi ci vive non la molla, chi ci ha vissuto non riesce a staccarsene. Sarà che c’è il mare e se vai al largo vedi anche le montagne; e non è un particolare da
niente. Poi, anche se è una città piccola, c’è tanta vita, è pienissima di gente, di ragazzi. C’è la casa di D’Annunzio, prima della sua quella di Flaiano e in mezzo c’è la mia, ma ancora senza targa. Come ti dicevo, in città c’è un’atmosfera che non ti molla mai. Che fate, venite€ Io vi aspetto.
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